abbadia cerreto

ITINERARI
Abbadia_settembre 2026

VISITA ABBADIA CERRETO

Terre del Drago organizza le visite guidate aperte al pubblico nell’abbazia cistercense e nel Mulino delle Saline di Abbadia Cerreto. 

Le visite hanno una durata di circa un’ora e mezza, il ritrovo è situato di fronte all’ingresso dell’abbazia. 

Le visite vengono realizzate una domenica al mese, secondo le date programmate e durante particolari eventi. Tutti i dettagli sui nostri social @terredeldrago .

Durante tutto l’anno sono disponibili visite guidate e laboratori per scolaresche e gruppi di almeno 15 persone previa prenotazione. I gruppi possono abbinare la visita di Abbadia Cerreto con quella al santuario di San Rocco di Dovera (CR) o al Castello Visconteo e alla Chiesa di Santa Marta di Pandino (CR).

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LA CHIESA ABBAZIALE

Abbadia Cerreto_abbazia

L’Abbazia cistercense è tra le più interessanti e caratteristiche della Lombardia, immersa in un paesaggio bucolico.

Fondata nel 1084 dai monaci benedettini in onore della Vergine Maria, dei santi Pietro e Paolo e di San Nicolò, l’abbazia sorgeva in mezzo a boschi sulle rive dell’Adda. Pare che lo stesso nome di Cerreto derivi da un tipo di quercia chiamato cerro.

Negli anni seguenti, grazie a numerose donazioni di terreni, l’abbazia divenne una delle più fiorenti di tutta la zona. Nel 1136 i Benedettini lasciarono il posto ai Cistercensi: il saio nero fu sostituito da quello bianco.

La chiesa, divisa da tre navate di stile romanico, è a croce latina. All’interno si può ammirare una tela del pittore lodigiano Callisto Piazza (1500-1561), raffigurante la Madonna col Bambino, tra gli Abati fondatori, i Santi Apostoli Pietro e Paolo e il committente Federico Cesio. Curiosa la presenza, nella navata di sinistra, di una piroga monossile rinvenuta nel vicino fiume Adda.

IL MULINO DELLE SALINE

Abbadia Cerreto_mulino delle saline

Vicino alla chiesa si trova il Mulino delle Saline, risalente al XVII secolo, che costeggia il fiume Tormo.

La struttura è articolata su due piano, al quale si affianca uno spazio più riservato, probabilmente adibito a magazzino per le granaglie. Esternamente si possono ammirare le due ruote in ferro immerse nel Tormo e un ponticello necessario alla regolazione del flusso d’acqua tramite una piccola paratoia, manovrabile dal mugnaio.

Le prime pile da riso vennero impiantate all’inizio del XV secolo, in seguito alla messa in coltura del nuovo cereale. Il meccanismo consiste in un grosso albero, ben arrotondato, che gira sul proprio asse. All’albero sono fissati dei pestelli in legno di melo, con le punte protette da uno scudo di ghisa, disposti sopra agli incavi scavati in grandi blocchi di granito in cui viene posizionato il riso. 

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Abbadia Cerreto_Pandino

pandino

Il Castello Visconteo di Pandino (CR), fu costruito a partire dal 1355 circa per volere del signore di Milano, Bernabò Visconti come residenza di caccia.

È tra castelli viscontei meglio conservati poiché molto simile alla sua forma originale del XIV secolo. Presenta infatti una pianta quadrata con un cortile centrale, circondato in basso da porticati con archi a sesto acuto e al piano superiore da un ampio loggiato con pilastrini.

Delle quattro torri angolari quadrate realizzate in origine, rimangono le due del lato orientale. Il castello ha conservato fino ai nostri giorni molte delle pitture che nel ‘300 ricoprivano interamente le sue pareti, sia all’esterno che nelle stanze. Le decorazioni presenti riportano figure geometriche e araldiche, in particolare gli stemmi della famiglia Visconti e di Regina della Scala da Verona, moglie di Bernabò Visconti, oltre a finti marmi e decori architettonici.

Chiesa di Santa Margherita_Pandino

le chiese

La chiesa parrocchiale di Santa Margherita di Pandino (in foto), sorge sullo stesso luogo di una chiesa medioevale, rifatta nelle forme attuali negli ultimi anni del XVIII secolo. È un esempio di neoclassicismo lombardo, con colonne di ordine gigante arricchite di capitelli corinzi sia sulla facciata che all’interno. L’edificio conserva opere salvate dalle chiese di Pandino che sono andate perdute, tra cui i confessionali e la sacrestia lignea del ‘600 ed alcune tele di pittori cremonesi di fine ‘500.

Adiacente al Castello Visconteo di Pandino, sorge la chiesa di Santa Marta. Costruita nel corso della seconda metà del ‘400 come chiesa collegata al castello. L’edificio è a navata unica e presenta ancora le pitture di inizio ‘500. Tra le decorazioni, da notare le due patrone di Pandino, S. Marta e S. Margherita, entrambe intente a schiacciare il drago Tarànto (o Tarantasio), simbolo del male da loro sconfitto in vita.

Gradella

Gradella

Frazione del comune di Pandino, entra nel 2005 tra i Borghi più belli d’Italia in qualità di borgo rurale: Gradella, infatti, conserva ancora oggi le particolarità di un insediamento agricolo della campagna cremasca dall’inizio del ‘700, epoca dell’ultima ricostruzione.

Per questo motivo risulta piacevole passeggiare nel piccolo centro, in mezzo agli edifici dal caratteristico color giallo ocra e le ampie stalle, alcune tuttora in uso, altre riconvertite in officine artigiane. Su tutto spiccano la villa dei conti Maggi (XVI – XX sec.) con giardino all’inglese e la parrocchiale di fine XIX sec. Tra le abitazioni sono visibili alcuni fontanili, un tempo indispensabili per l’irrigazione agricola.

Ogni anno, a maggio, viene portata in processione la statua di Santa Eurosia, che protegge da fulmini e tempeste, per propiziare un abbondante raccolto.